Perché Auto-Aiuto

Quando si sviluppano disturbi dell’umore, la persona che soffre ha bisogno di continuità assistenziale in tutte le fasi che attraversa, dalla fase acuta (ricovero, farmaci, ecc.) alla elaborazione del disagio (psicoterapia), al recupero della fiducia di poterne uscire (confronto con simili), fino all’accompagnamento a una vita normale (socialità, interessi culturali, ecc.)

 

E' giusto chiedersi quale sia il valore aggiunto apportato dalla partecipazione ad un G.A.A.

condotto da Facilitatori – volontari esperti – ma del tutto esterni alle Strutture Sanitarie:

 

Assistenza continua, giornaliera, accompagnata da solidarietà umana e comprensione empatica che può essere realizzata solo da volontari motivati. I servizi sanitari purtroppo non hanno sufficienti risorse da dedicare ad un lavoro mirato al benessere quotidiano;


Un rapporto effettivamente paritario che fa leva sulla volontà delle persone di giocare un ruolo attivo e responsabile, consapevole della malattia ma fiducioso nelle proprie risorse e in quelle del Gruppo: solo così il soggetto può arrivare ad una convinta scelta di autonomia;


Trasforma un paziente passivo in un paziente attivo, collaborativo con il Medico di riferimento, che non subisce rassegnato la malattia, ma la combatte in modo consapevole, imparando a gestire in modo adeguato la propria vita.

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